Arredi di design dai rifiuti industriali Nel progetto anche la Tecnomodel

Programma da 4,1 milioni Nell'azienda di Barbata assunte due donne in area produttiva.
L'a.d. Tebaldini: non potevo fare scelta migliore
 
Dare nuova vita agli scarti di lavorazioni complesse, riciclando i materiali per creare nuovi oggetti e magari pezzi di design come lampade e sedute. È ciò che si propone di fare il progetto «FT2T», acronimo di «From trash to treasure» (letteralmente dal cestino al tesoro) a cui sta lavorando un gruppo di quattro realtà lombarde, fra cui la Tecnomodel di Barbata.
«L'obiettivo è recuperare uno scarto composito, che oggi viene considerato non più recuperabile, rendendolo un materiale green certificato da utilizzare per nuove creazioni», spiega Gianluca Tebaldini, amministratore delegato di Tecnomodel. Complessivamente lo studio, che porterà allo sviluppo di un modello replicabile, vale 4,1 milioni di euro e ha goduto di un finanziamento di Regione Lombardia paria 2,2 milioni grazie al bando «Collabora & Innova».
Capofila della cordata di aziende è lo studio di design milanese Slide. Del gruppo di lavoro fa parte anche un'altra realtà milanese, la Krill, specializzata in stampa 3D, oltre al Politecnico di Milano che si occuperà di certificare i nuovi materiali, definendone le caratteristiche meccaniche ed ecologiche. «Noi ci occuperemo della creazione dello stampo» spiega Tebaldini, sottolineando come il nuovo materiale che si otterrà richiede l'utilizzo di una tecnologia chiamata rotazionale, che «prevede una grossa componente manuale e artigianale».
L'azienda bergamasca è entrata nel progetto forte di una collaborazione già in essere proprio con la capofila Slide e per l'esperienza maturata nel settore con applicazioni anche molto diverse. «Nasciamo come una classica modelleria per fonderia, ma negli ultimi vent'anni ci siamo specializzati nei prototipi per piccole serie e in alcune nicchie di mercato» spiega l'ad. Tra queste ci sono le commesse nell'automotive, soprattutto per ciò che riguarda i veicoli industriali, un mercato mantenuto grazie «ai contatti diretti con le case di costruttori con i quali coprogettiamo gli stampi» aggiunge Tebaldini. Oltre alla specializzazione Tecnomodel è cresciuta nei numeri e nel fatturato - oltre 10 milioni quello del 2025, superiore agli 8,5 milioni del 2024 - anche grazie alla capacità di creare un piccolo gruppo industriale. Nel 2016 l'azienda ha acquisito il controllo della Benedetti Meccanica di Concesio, mentre nel 2022 ha fondato la newco Eidocast grazie a una joint venture con la fonderia bolognese Sa&Bar.
I dipendenti nella sede di Barbata, sono passati dai 10 iniziali a circa 30 con una particolarità, come racconta Tebaldini: «Recentemente ho assunto due donne nell'area produttiva. La più giovane ha 25 anni ed è responsabile del reparto di metrologia, la seconda ne ha 30 ed è al controllo della gestione della produzione e non potevo fare scelta migliore». «L'ambiente della meccanica è certamente ancora maschilista, ma le donne possono portare tanto in termini di qualità» conclude l'amministratore delegato.